La Romangia

Se chiedete a Tonino indicazioni e spiegazioni sulla Romangia vi dirà che è il territorio che si affaccia sul Golfo dell’Asinara e può essere delimitato da Porto Torres (a Ovest), l’Anglona (e Est) e la zona di Sassari (a Sud/Sud-Est).

Vi suggerirà di farvi un bagno lungo il litorale sabbioso che congiunge Platamona a Punta Tramontana, passando per Marina di Sorso e Marritza.

L’area, prevalentemente collinare, comprende i territori dei comuni di Sorso, Sennori e Osilo.

Il territorio della Romangia di Sorso è strettamente intrecciato con la tradizione popolare, ricca di valori umani semplici, nella quale l’ospite gode sempre dell’accoglienza propria di gente laboriosa, gelosa di un’identità storica, culturale e linguistica orgogliosamente preservata e tramandata, nota ed apprezzata anche oltre i confini della Sardegna.

Il territorio della Romangia di Sorso è conosciuto da sempre come il territorio del buon vino. Per decenni è stato, e lo è ancora, il paese sardo di riferimento, non solo per l’acquisto di ottimi vini, ma anche di uve pregiate, che hanno contribuito alla nascita dei migliori vini sardi e non. La coltivazione della vite nel territorio ha origini antichissime, come suggerisce il nome stesso “ Romangia “, di derivazione romanica, testimoniato in letteratura e confermato da diversi studi archeologici, fra i quali quelli effettuati in località “Geridu”, in Comune di Sorso, con reperti e ritrovamenti di vinaccioli carbonizzati, roncole per la potatura e per la vendemmia, boccali di ceramica usati per bere il vino e vasi vinari.

La presenza di un contesto geografico particolarmente fortunato, la posizione al riparo dai caldi venti meridionali e un clima mitigato dalle brezze marine, contribuiscono a determinare una forte attitudine della vite, nel trovare il giusto equilibrio biologico in terreni che vanno dal sabbioso, al sabbioso-argilloso, dal calcareo al calcareo-argilloso.

Geograficamente Sorso è posizionato a nord-ovest della Sardegna, a 10 km da Sassari, adagiato su dolci colline in una vasta pianura a ridosso del mare. Territorio storicamente a prevalente cultura ed economia contadina, è andato via via perdendo la propria identità a favore delle attività sviluppatesi nella vicina Porto Torres e del suo polo chimico nato negli anni Sessanta.

Fortunatamente non tutti hanno scelto questa strada e oggi, con la crisi industriale, sono in molti a ripopolare le campagne, forti di nuovi saperi e di nuove tecnologie. Sorso e il suo territorio hanno dalla loro la tradizione e la cultura agricola del vino, ma anche l’olio ha sempre espresso qualità eccellenti. Testimone importante della tradizione vitivinicola è il Moscato di Sorso-Sennori, una doc risalente agli anni Settanta che ha valicato i confini nazionali ed è apprezzato e conosciuto in molte parti dell’Europa e del mondo.

Anton Claude Pasquin detto Valery, bibliotecario del re di Francia, letterato e viaggiatore colto, nel 1834 visitando la Sardegna, descrisse Sorso come un ricco e laborioso paese, adagiato su dolci colline, in una vasta pianura a ridosso del mare, lasciando in lui un’ impressione favorevole, soprattutto dei suoi abitanti, contadini esperti, che si dedicavano con particolare cura alla coltivazione della vite.

 

La forza sconvolgente del vino penetra l’uomo e nelle vene sparge e distribuisce l’ardore.

Tito Lucrezio Caro (98/96 a.c. – 55/53 a.c.)

 

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