NURAGHE CRABIONI

Come tutte le mattine di buonora Tonino lascia la sua abitazione a Sorso e scende verso il mare, suo habitat naturale tanto quanto la terra di questo angolo di Sardegna che si affaccia sullo splendido Golfo dell’Asinara.

Per i più questa è “semplicemente” Sardegna.

Ma per Tonino e gli altri abitanti del posto questa è Romangia, un pezzo di terra unico, sospeso fra mare e cielo, protetto alle spalle dalle montagne.

Dopo il rituale saluto al mare Tonino prende la SS200 con direzione Castelsardo fino allo svincolo a destra, in prossimità di due grossi pini, che lo porta attraverso una strada immersa nella vegetazione in quello che più che un lavoro da cantiniere è una vera e propria ragione di vita.

Benvenuti nel mondo di Tonino. Benvenuti nella Cantina Nuraghe Crabioni.

Sole, mare, suolo fertile e clima mite sono, secondo Tonino, gli elementi che rendono unici i vini della sua amata Cantina. Perché si fa presto a dire “Cannonau” o “Vermentino” – lo possono dire in tanti in Sardegna – ma dire che sono Nuraghe Crabioni significa sottolineare che hanno qualcosa in più. Tonino parla di carattere, tipicità, unicità dei 35 ettari di terreno che regalano al palato il piacere inconfondibile di un vino senza eguali ottenuto grazie al supporto di Gianni, enologo di fama internazionale, e di tutte le persone che ogni giorno contribuiscono a scrivere la storia di questa Cantina.

Quando non è impegnato nei lavori tipici della cantina, Tonino si ferma sotto al porticato e pensa spesso a come è nato tutto, qualche anno fa, alle pendici di quelle tre piccole colline che a Sud Ovest scendono verso il mare e che tutti qui chiamano Tres Montes.
Era il 2003 quando Tonino incontrò zio Augusto, che stava cercando una vigna per fare del buon vino da regalare agli amici.

Augusto, di origini sarde in quanto fratello della madre di Tonino, viveva a Trieste ma conosceva bene la zona perché da bambino l’aveva vissuta come “la terra del vino buono”. Quando Augusto si sentì dire da Tonino che sì, una vigna da comprare c’era ed era in località Lu Crabioni, dove si trovano ancora i resti di un Nuraghe, Augusto, ancora profondamente innamorato dei suoi ricordi d’infanzia, perfezionò l’acquisto nel giro di pochissimo tempo.
E fu anche naturale chiamare il suo vino Nuraghe Crabioni.

La terra per Tonino è il segreto di tutto. Lui lo sa, perché su questa terra è nato, ha giocato quando era bambino e ci è cresciuto fino al giorno d’oggi. Questa terra, in cui si coltiva la vite e l’olivo da più di 2.000 anni, era conosciuta già agli antichi Romani come un giardino fertile in cui la ricchezza del terreno viene impreziosita dalla salsedine proveniente dal mare e baciata dal clima mite. L’unione di questi elementi naturali è talmente unica e particolare che Tonino la definisce “inconfondibile carattere di Sardegna”. Carattere che lui ama soprattutto nella vigna di Cannonau di Marritza, perché si trova a livello del mare a soli 200 metri dalla spiaggia. In questa vigna in particolare le due anime di Tonino, quella che ama il mare e quella che ama la terra, si fondono insieme.

Sia benedetto chi per primo inventò il vino che tutto il giorno mi fa stare allegro.

Cecco Angiolieri (1260-1312 circa)

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